Ingredienti

per le sfince:

250 gr. di farina

250 gr. di acqua

50 gr. di burro o strutto

5 gr. di sale

5 uova

per il ripieno:

500 gr. ricotta fresca

150 gr. zucchero

gocce di cioccolato

Procedimento:


Far bollire in un tegame burro e acqua, una volta raggiunta ebollizione potete aggiungere anche la farina, e continuare a mescolare a fuoco lento, con l’aiuto di un cucchiaio di legno finchè l’impasto non si stacca dai bordi della pentola, si formerà una sorta di polenta. Far raffreddare e quando l’impasto avrà raggiunto i 35-40 gradi aggiungere le uova uno alla volta, aggiungere il successivo dopo che il precedente si sarà assorbito, finchè prendendolo con un cucchiaio, l’impasto non prenderà una forma di lingua. Se è ancora duro aggiungere un altro uovo, nel frattempo riscaldate l’olio a 160 gradi, per non ottenere delle sfince molto unte potrete friggerle nello strutto, facendolo sciogliere in una padella anch’esso fino a 160 gradi, la cottura dovrà essere effettuata tra i 160 e i 180 gradi. A questo punto formate delle palline con l’aiuto di due cucchiai o con un sac-a-poche e immergete nell’olio o nello strutto caldo. Cucinatele finchè non diventano dorate, la loro cottura sarà molto lenta e dovrete girarle e rigirarle spesso. Ma tranquilli alla fine ne sarà valsa la pena!

Finitura:

Una volta cotte ponetela su una carta assorbente per far assorbire l’olio in più, tagliate le sfince a metà e riempite con la ricotta, chiudete e aggiungete dell’altra ricotta in superficie.

Divertitevi decorando con granella di pistacchio, frutta candita e ciocccolato!

La vostra sfincia adesso è pronta, buon appetito!

La sfincia di San Giuseppe indica un dolce fritto tipico della Sicilia, originariamente prodotto a Palermo, e viene consumato tradizionalmente il 19 marzo, durante la festa di San Giuseppe, considerata in tutta l’Isola la prima festività della nuova stagione primaverile, oltre che la festa del papà.

Questa gustosa e semplice frittella è stata trasformata in un dolce prelibato dall’abilità delle suore del monastero delle Stimmate, situato a Palermo, che l’hanno tramandato ai pasticcieri palermitani e l’hanno dedicato al Santo degli umili, come umili del resto sono anche gli ingredienti.